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Retina

Scopri definizione e patologie: distacco della retina e degenerazione maculare senile o DMS

L'occhio umano funziona come una macchina fotografica e la retina, che è una sottile membrana che ricopre internamente il fondo oculare, ne costituisce la pellicola. Il suo compito è quello di trasformare gli stimoli visivi in impulsi nervosi che vengono inviati al cervello. Sotto la retina c'è uno strato vascolare detto coroide che nutre gli strati profondi, formati da milioni di cellule sensibili alla luce (fotorecettori). Si distinguono fotorecettori situati nella retina centrale o macula (coni), responsabili della visione diurna, della decifrazione dei particolari e della percezione dei colori, e fotorecettori collocati alla periferia (bastoncelli), incaricati della visione notturna e di quella periferica. I fotorecettori convertono la luce in impulsi nervosi, i quali sono quindi processati da una serie di altre cellule retiniche, disposte a strati. I prolungamenti delle cellule più superficiali agiscono come fibre ottiche che si impacchettano nel nervo ottico per inviare le informazioni visive al cervello. In pratica tutte le nostre azioni dipendono in maniera cruciale da una zona retinica, la fovea (il centro della macula), in cui sia lo spessore che il diametro sono inferiori a mezzo millimetro.


Patologie

La membrana epi-retinica (anche definita pucker maculare), il foro maculare e la degenerazione maculare senile sono malattie di diversa entità che colpiscono la porzione di retina centrale (macula). Il pucker ed il foro maculare sono provocati da alterazioni del vitreo, una sostanza gelatinosa trasparente che riempie l'interno dell'occhio, dietro il cristallino e davanti alla retina, cui normalmente aderisce. Con gli anni, infatti, il vitreo va incontro a fenomeni di liquefazione e degenerazione che culminano con la sua separazione dalla retina. Nella degenerazione maculare senile (DMS), le cellule della macula responsabili della visione centrale, vanno in progressiva sofferenza (degenerano) e alla fine muoiono, sostituite da tessuto cicatriziale privo di dotazione funzionale. La macula è responsabile di più del 35% del campo visivo, per cui la DMS grave condiziona lo svolgimento delle normali attività quotidiane con inevitabili conseguenze sulle disposizioni psicologiche del paziente. La visione periferica, tuttavia, è intatta e non è a rischio. La DMS non provoca quindi la cecità completa ed è possibile tornare a svolgere determinate occupazioni in maniera indipendente e produttiva ricorrendo ai presidi e alle tecniche di riabilitazione (ipovisione). Ci sono due forme di DMS, la umida e l'atrofica. Circa il 10% delle persone con DMS sviluppa la forma umida. In questo caso alcuni vasi sanguigni si sviluppano in modo abnorme nella parete retinica al di sotto della macula. Se l'accumulo di sangue e del liquido all'interno dell'occhio non vengono trattati, si può avere un rapido deterioramento della visione. Un trattamento precoce consente di limitare i danni anche se, una volta risolto l'edema, rimane una cicatrice permanente. Circa il 90% dei pazienti con DMS, hanno invece una forma atrofica: in questo caso il danno è piuttosto stabile.






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